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Rischi sanitari connessi alle blatte

Da tempo è stato scientificamente dimostrato, con test di laboratorio e test di campo, che le blatte possono trasportare passivamente (vettori meccanici), sulla superficie esterna del corpo e all’interno del canale alimentare, un elevato numero di specie di microrganismi patogeni, responsabili, ad esempio, di dissenterie batteriche, febbri tifoidi, botulismo, colera, poliomielite e forse di epatite. Questi insetti trasportano altresì uova di elminti (ascaridi, tenie e ANCHILOSTOMI), e protozoi altamente patogeni come l’ameba, la giardia e il toxoplasma. Per il vibrio comma, responsabile del colera, e numerose specie di salmonella, responsabili di tifo e paratifo, le blatte sembrano avere un ruolo di vettore attivo, disponibile cioè a consentire l’insediamento e la moltiplicazione di questi patogeni all’interno del loro corpo.

Questi insetti hanno la caratteristica di rigurgitare parte del cibo assunto e di defecare durante il pasto, lordando e contaminando alimenti, stoviglie e utensileria da cucina. Attraverso questo meccanismo di “contagio indiretto”, gli agenti patogeni, veicolati dalle blatte, possono raggiungere l’uomo e gli animali domestici. Da qualche tempo si evidenzia, in modo sempre più accurato, l’importanza del ruolo delle blatte nell’insorgenza di patologie respiratorie di natura allergica, indotte da allergeni contenuti nella saliva, nelle deiezioni e nel corpo stesso delle blatte.

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