Luglio 2010

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Casella di testo: Servizi Ausiliari
Benvenuto in www.anid.org il sito dell'Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione

Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione

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Casella di testo: In Primo Piano
Casella di testo: Legislazione

Gli interventi di soccorso in ambito pubblico e privato da parte dei VVFF contro vespe e calabroni, vengono garantiti solo per le situazioni definite dal Ministero dell'Interno, quali:

 

· impossibilità di isolare i locali all'interno dei quali insistono sciami di insetti;

· impossibilità di allontanamento, sia pur temporaneo, delle persone vulnerabili;

· situazione di crisi per gruppi sociali;

· dimensioni straordinarie degli sciami e/o dei favi;

· rischio o difficoltà di accesso ai siti;

· richiesta, da parte dei Servizi localmente preposti alla disinfestazione, nei casi in cui siano necessari strumenti e mezzi in dotazione al CNVF.

 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Lettera Circolare Ministero dell'Interno del 3.6.2000;

Legge 25.01.1994 n. 42 ''Disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione'';

Decreto 7.07.1997 n. 274 ''Regolamento di attuazione degli articoli 1 e 4 della legge 25.01.1994 n. 82 per la disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione''.

Casella di testo: Curiosità
Casella di testo: Scienza e Tecnica

Metodologia di disinfestazione contro vespe e calabroni

Contro le vespe e i calabroni, il metodo più opportuno per ottenere una soluzione definitiva è l’asportazione completa del nido, poiché insieme a esso vengono rimosse la regina, le larve e la maggior parte delle operaie.

Questa operazione va eseguita indossando gli idonei indumenti protettivi, e utilizzando insetticidi abbattenti in formulazione spray o schiuma, contro gli individui in volo o sul nido, il quale viene successivamente asportato.

Se invece il nido è nascosto in una cavità (intercapedine del muro, nel terreno, ecc.) individuato il foro d’entrata, si eroga l’insetticida abbattente e successivamente bisogna sigillare ogni passaggio comunicante con l’esterno. Eventuali operaie lontane dalla colonia al momento dell’intervento, possono continuare a frequentare le zone in cui era presente il favo, ma, una volta eliminata la regina (che poteva ripristinare la colonia), anche le vespe residue andranno incontro a una naturale estinzione nel giro di poche ore.

Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Lo sapevate che …

… Le vespe e i calabroni usano l’effetto termoelettrico per mantenersi più freddi dell’ambiente circostante?

Ricercatori israeliani hanno scoperto per la prima volta pompe di calore naturali in creature viventi.

David Bergman e colleghi dell’Università di Tel Aviv hanno usato immagini all’infrarosso per mostrare che le vespe possono talvolta mantenersi molto più fredde della temperatura che le circonda. Si tratta anche della prima volta che si è osservato l’effetto termoelettrico svolgere un ruolo nella fisiologia di un animale. Alcune vespe e calabroni vivono in regioni del globo dove le temperature locali possono raggiungere valori molto alti. Le vespe sociali vivono nei nidi ed escono regolarmente per procurarsi il cibo. Durante queste attività, la vespa produce calore che ha origine nei suoi muscoli di volo e si diffonde poi nel resto del corpo. Questo dovrebbe rendere la vespa ancora più calda, ma nel corso di esperimenti con calabroni orientali Bergman e colleghi hanno scoperto che la temperatura corporea interna degli insetti può risultare molto inferiore a quella ambientale. In un articolo pubblicato sulla rivista “Physical Review Letters”, i ricercatori ipotizzano che la vespa sia dotata di una sorta di pompa di calore, che viene alimentata dall’energia generata da reazioni elettrochimiche nel suo corpo. Inoltre, energia addizionale sarebbe generata dall’effetto fotovoltaico nel corpo del calabrone: vale a dire che quando il corpo è esposto alla luce del sole, viene prodotta una corrente elettrica. “Questo potrebbe spiegare - afferma Bergman - come mai i calabroni restano attivi anche nelle giornate estive più calde”. Gli scienziati hanno analizzato l’insetto con tecniche di micrografia a scansione elettronica, osservando così una microstruttura molto simile a quella di una pompa di calore termoelettrica, ma su una differente scala di lunghezza.

Calabroni (Vespa crabro):

Abitudini e comportamento

La vita dei calabroni si basa su interazioni gerarchiche molto complesse. All’interno del gruppo possiamo individuare la regina, l’unica che si riproduce, le operaie, i maschi e le femmine fecondate.

Il nido, o vespaio, è costruito nelle cavità degli alberi, nei camini abbandonati, tra le rocce e nel terreno. In primavera, è la regina ad avviare la costruzione del nido: dapprima edifica le prime cellette e poi allestisce l’involucro protettivo che avvolgerà il nido.

Le operaie collaborano, dopo qualche settimana, nella costruzione del nido allestendo altre cellette e, successivamente, vengono impegnate a nutrire le larve e a mantenere pulito il vespaio. Alla fine dell’estate vi sono maschi e femmine fecondi, che non partecipano all’allestimento e al mantenimento del nido. In autunno la regina, le operaie e i maschi muoiono.

Le giovani femmine fecondate sono le uniche a sopravvivere all’inverno, assicurando in questo modo la nuova colonia in primavera.

 

Calabroni a guardia dell’ingresso del proprio nido realizzato in una cavità di un albero

Casella di testo: Punture di insetto: aspetti clinici correlati (pubblicazione INDACO)
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Casella di testo: Vespe e Calabroni: Consigli per la prevenzione (pubblicazione INDACO)
Casella di testo: DOWNLOAD

Nel caso in cui si debba avere a che fare con le api, è da considerare che sono specie estremamente utili e protette dalla legge, pertanto, non possono essere soggette a trattamenti insetticidi, inoltre, l’asportazione di un favo di api è un’operazione che deve essere lasciata agli apicoltori in grado di operare senza arrecare danno né alle persone né allo sciame.