Archivio News 2009HOMECasella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Materiale informativo messo a disposizione della Regione Lombardia.
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Casella di testo: In Primo Piano

In Lombardia e in altre regioni del nord Italia, da qualche anno è stata rilevata la presenza del Tarlo Asiatico.

Si tratta di un insetto innocuo per l’uomo, ma dannoso per le piante arboree.

 

Insetto di origine asiatica, divora voracemente l’interno degli alberi causandone la morte.

In Cina negli ultimi anni sono state abbattute 50 milioni di piante di agrumi; nella sola città di Toronto (Canada) sono state abbattute 12 mila piante colpite.

 

La Regione Lombardia ha dichiarato lo stato di quarantena, ordinato l'abbattimento delle piante più colpite ed attuato il monitoraggio totale delle specie arboree a rischio, in tutta l'area interessata e nelle aree limitrofi attraverso il decreto del direttore generale n. 731/2004, pubblicato in data 2 febbraio 2004 sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

Casella di testo: Scheda informativa sulla Cimice dei letti.
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Casella di testo: Scienza e Tecnica

Molto diffusa fino agli anni ’50, progressivamente con l’uso del DDT, la sua presenza è andata riducendosi, manifestandosi occasionalmente solo in particolari situazioni di degrado.

Il ritorno della cimice dei letti potrebbe fare erroneamente pensare ad uno scadimento delle condizioni igieniche di certi ambienti, ma in realtà sono molteplici i fattori che hanno favorito il ripopolamento di questa specie.

Tra questi, la globalizzazione ha contribuito considerevolmente alla dinamica della popolazione di questo parassita, ormai presente in tutto il mondo.

 

La Cimice dei Letti

un vecchio nemico, una nuova sfida.

Casella di testo: DECRETO LEGISLATIVO 6 Novembre 2007 , n. 193
Attuazione della direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore.

Decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193: sanzioni in materia di sicurezza ed igiene degli alimenti; criteri microbiologici; responsabilità.


DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81
Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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Casella di testo: Legislazione

La conoscenza delle normative che regolano le nostre attività e quelle dei nostri clienti è indispensabile per svolgere il proprio lavoro in ottemperanza a esse e per tutelarsi dai rischi.

 

Tra il 2007 e il 2008 sono stati abrogati il Decreto Legislativo 155/97 concernente l’igiene dei prodotti alimentari e il Decreto Legislativo 626/94 sulla sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro, oggi rispettivamente D.Lgs 193/07 e D.Lgs 81/08 (Testo Unico della Sicurezza).

Casella di testo: Curiosità

Don’t let the BedBug bite

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Lo sapevate che…

...al ratto importa più della colonia che di un singolo individuo?...

 

Il ratto in natura è molto curioso, quando avverte la minima sensazione di pericolo, diventa diffidente. Quindi se fuori dalla tana vi è un predatore o del cibo avvelenato, la colonia manda avanti gli esemplari ormai prossimi alla morte per vecchiaia. Se vi è una trappola o un predatore nascosto, gli altri vedono, apprendono, cambiano subito aria; è stato sacrificato solo un ratto, ma è stata salvata un'intera colonia.
Se fuori ci sono delle esche avvelenate, stessa procedura: mandano fuori il più sacrificabile. Esso mangia. La colonia aspetta almeno 24 ore. Se il ratto muore allora è una trappola, la colonia
impara. Se il ratto non muore, allora l'intera colonia è autorizzata a mangiare quel cibo. Motivo per cui la formulazione delle esche usate per la derattizzazione, cominciano ad agire dopo 24 ore, spingendo la colonia a consumare altra esca, la quale pertanto viene sterminata.

Gennaio 2009

Febbraio 2009

Casella di testo: Problematiche igienico sanitarie correlate al piccione di città (pubblicazione INDACO)
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Casella di testo: In Primo Piano

Woody Allen aveva definito i piccioni “topi con le ali“.

I piccioni sono oramai diventati animali infestanti a tutti gli effetti:

hanno raggiunto un sovrappopolamento degli ambienti urbani; si sono adattati a vivere in condizioni diversificate e ad alimentarsi diversamente rispetto alla loro dieta naturale; sono carichi di parassiti e microrganismi con cui vengono a contatto nelle città e che depositano in diverse aree della stessa; arrecano danno alle strutture e ai monumenti.

 

Il piccione è comunque una specie protetta, pertanto è vietata qualsiasi forma di intervento che preveda l’uccisione diretta e/o indiretta della specie.

 

Tuttavia è possibile allontanarli mediante Sistemi di Dissuasione meccanica o elettrica.

Casella di testo: Linee Guida per la Disinfestazione blatte nei complessi residenziali 
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Casella di testo: Scienza e Tecnica

Tra gli ospiti indesiderati, le blatte o scarafaggi sono sicuramente quelli che creano maggiori problemi. Essi possono colonizzare qualsiasi struttura accedendo a essa dagli scarichi, interstizi o crepe comunicanti con l’esterno, o possono essere introdotte passivamente con merci e materiali.

Sono portatori di pericolosi microbi che depositano su alimenti o superfici con cui vanno a contatto. Si annidano negli ambienti caldo-umidi. Possiedono un elevato tasso riproduttivo: una femmina nell’arco della sua vita può dare origine a circa 400 nuovi individui.

Gli interventi di disinfestazione contro le blatte vengono eseguiti con diverse tecniche a seconda della situazione, risultando essere una necessità igienica di primaria importanza.

Scarafaggi:

Pericolosi coinquilini

American Cockroaches

Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Ordinanza sull’uso improprio di esche tossiche


Scheda tecnica Erogatori di Sicurezza per esche tossiche
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Casella di testo: Legislazione

La conoscenza delle normative che regolano le nostre attività e quelle dei nostri clienti è indispensabile per svolgere il proprio lavoro in ottemperanza a esse e per tutelarsi dai rischi.

 

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ai fini della tutela dell’ambiente e della salute pubblica, ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso improprio di esche avvelenate per topi e ratti.

L’ordinanza ribadisce che le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, devono essere eseguite solo da ditte specializzate con modalità tali da non nuocere in alcun modo le persone e le altre specie animali.

 

INDACO, per gli interventi di derattizzazione, da sempre utilizza i migliori erogatori di sicurezza: in robusto materiale plastico, inattaccabili dagli agenti atmosferici e dallo smog. Dotati di un sistema di chiusura brevettato che richiede la speciale chiave. In nessun caso possono essere rimossi o manomessi da estranei che non posseggano la chiave necessaria alla sua apertura. L’esca all’interno degli erogatori non può in alcun modo fuoriuscire in quanto ancorata a esso mediante speciali agganci.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...Anche gli insetti vengono irresistibilmente attratti dal fascino del peccato?

 

Gola e Lussuria sono i peccati capitali in cui ci si imbatte più frequentemente... Non solo per gli uomini, ma vale anche per gli insetti.

Sfruttando questo comportamento fisiologico si basano alcuni sistemi della moderna lotta antiparassitaria. È l’esempio delle trappole per il monitoraggio e la cattura massale, che attirano a sé gli insetti grazie alla presenza di sostanze biochimiche chiamate FEROMONI.

In particolare vengono utilizzati feromoni di aggregazione e feromoni sessuali. I primi indicano la presenza di disponibilità alimentari e quindi richiamano un gran numero di individui; i secondi richiamano i maschi che pensano vi sia una femmina pronta per l’accoppiamento.

In entrambe le circostanze, cadendo nel peccato, si subiscono le conseguenze (in questo caso fatali).

Casella di testo: In Primo Piano

Marzo è il mese in cui i bruchi della processionaria iniziano a uscire dai nidi.

 

A rischio sono soprattutto le persone che soffrono di allergie e i bambini. I peli urticanti dei bruchi di processionaria, infatti, possono dar vita a forti irritazioni e implementare forme di allergia se vengono a contatto con la pelle o con gli occhi e possono generare problemi anche agli animali domestici.

La prima regola è di stare attenti e non toccarli, ma il pericolo di un contatto anche casuale non è da sottovalutare, perché i peli urticanti possono essere trasportati dal vento.

È indispensabile intervenire dalle prime segnalazioni con trattamenti mirati mediante l’uso di prodotti sicuri e registrati allo scopo.

Casella di testo: Scheda informativa “Pulci disinfestazione e controllo”.

Scheda informativa “Come prevenire le malattie trasmesse da zecche” (pubblicazione INDACO)
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Casella di testo: Scienza e Tecnica

In realtà non esistono animali esenti dal rischio parassiti: il davanzale, il tetto, il giardino sotto casa, il pianerottolo e lo zerbino sono tutti probabili fonti di infestazione per il semplice fatto di essere frequentati da più animali, non tutti correttamente trattati.
Persino i più attenti, spesso limitano la prevenzione del problema ai mesi estivi, trascurando il fatto che il riscaldamento domestico crea un ambiente ideale per le pulci anche d’inverno. Alcuni trattano con antiparassitari solo il cane perché esce di casa, e trascurano il gatto, che così diventa un “serbatoio” di infestazione per tutto l’anno. Sia il cane sia il gatto riposano quotidianamente su divani e tappeti,
rischiando di infestare la casa prima che il proprietario se ne accorga (le uova e le larve delle pulci sono infatti molto piccole e possono sfuggire anche ad una ottima pulizia).

Pulci e Zecche: un problema spesso trascurato

Larve in “processione”

Casella di testo: Scheda informativa sulla Processionaria del pino (pubblicazione INDACO)
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Molte persone si convincono che i propri animali non possano essere affetti da pulci e zecche perché vivono in una casa pulita e, soprattutto per quanto riguarda i gatti, perché non escono o lo fanno raramente.

Marzo 2009

Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: D.M. del 30.10.2007 pubblicato nella G.U n. 40 del 16 febbraio 2008
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Casella di testo: Legislazione

La conoscenza delle normative che regolano le nostre attività e quelle dei nostri clienti è indispensabile per svolgere il proprio lavoro in ottemperanza a esse e per tutelarsi dai rischi.

 

 

NUOVO DECRETO DI LOTTA OBBLIGATORIA ALLA PROCESSIONARIA DEL PINO

 

Il 30 ottobre 2007, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ha emanato con proprio decreto, (pubblicato nella G.U n. 40 del 16 febbraio 2008), le nuove “Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa - Den. et Schiff)”, abrogando il precedente decreto ministeriale 17 aprile 1998.

 

Tale decreto, in vigore dal 3 marzo 2008, introduce sostanziali variazioni. nella lotta a questo lepidottero, considerato endemico in Italia e molto diffuso nel bacino del Mediterraneo e in Europa.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...la schiavitù esiste anche nel mondo delle formiche?

 

Tra le formiche si trovano spesso dei comportamenti che possono sembrare delle vere e proprie caricature dei vizi che affliggono gli esseri umani, ma questo non ci dovrebbe meravigliare più di tanto, infatti anche le formiche sono degli esseri viventi sociali e sono su questa Terra da molto tempo prima di noi .

 

Le formiche amazzoni e le loro numerose emulatrici rapiscono le larve di formiche di altre specie e le portano nel loro formicaio dove cresceranno, e da adulte lavoreranno per le loro padrone arrivando fino a nutrirle imboccandole.

 

Le formiche amazzoni non potrebbero vivere se non fossero imboccate, infatti hanno le mandibole trasformate in vere e proprie sciabole buone soltanto a uccidere, completamente inadatte a lavorare e a svolgere i compiti più semplici perfino inadatte a mangiare. Con il passar del tempo le operaie invecchiano e muoiono, allora le amazzoni compiono un nuovo raid per razziare un nido e procurarsi nuove schiave.

Maggio 2009

Casella di testo: In Primo Piano

La Zanzara Tigre: impariamo a conoscerla meglio

Di seguito il documentario realizzato dalla Regione Emilia Romagna sulla biologia, sui metodi di prevenzione e lotta, e sui rischi sanitari relativi alla presenza della Zanzara Tigre in Italia.

Casella di testo: Scienza e Tecnica

Tecnologia FFAST: un nuovo concetto di formulazione degli insetticidi

La tecnologia FFAST rappresenta un’innovazione tecnologia per alcuni prodotti insetticidi nel controllo delle zanzare in ambiente urbano.

Casella di testo: Chikungunya: il virus trasmesso dalla zanzara tigre (pubblicazione INDACO)

Linee guida per il controllo dalla zanzara tigre (pubblicazione INDACO)
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L'innovativa ed esclusiva tecnologia FFAST (Film Formin Aqueous Spray Technology), favorisce la formazione di un involucro intorno alle goccioline di insetticida polverizzate nell'ambiente, ritardandone l'evaporazione e garantendo un'efficacia superiore. La formulazione è espressione di un progetto altamente innovativo, internazionale, sviluppato presso i laboratori di ricerca Bayer.

Gli insetticidi con tecnologia FFAST sono destinati alle applicazioni spaziali in aree urbane, viali e parchi cittadini, aree residenziali, campeggi, aree di ristorazione all'aperto, litorali e aree con vegetazione dove le zanzare sostano durante le ore diurne.

Questi prodotti sono stati sviluppati appositamente per applicazioni solo con apparecchiature professionali.

Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Tutela della fauna utile del nostro territorio (pubblicazione INDACO)

ZanzarAttack il gioco da tavola che ti aiuta nella lotta alle zanzare (educational INDACO)
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Casella di testo: Legislazione

La Legge, i Comuni e le Zanzare

Le leggi regionali riconoscono ai sindaci la possibilità di emanare ordinanze ai fini di igiene e sanità pubblica. La tutela della salute dei cittadini da ogni possibile conseguenza derivante dall’infestazione di zanzare rientra tra queste responsabilità.

Stabilito che ogni Comune è responsabile per il proprio territorio delle azioni di controllo delle zanzare è naturale che ognuno di questi emetta (o dovrebbe farlo) ordinanze che dettagliano diritti e doveri del Comune stesso e dei cittadini nella lotta e nel contenimento di questi fastidiosi insetti.

Dato che tutti i Comuni sono dotati di sito internet è facile verificare se questa ordinanza esiste.

In linea di massima i contenuti saranno i seguenti: i regolamenti di igiene vigenti, prevedendo che tutti gli interventi di disinfestazione siano effettuati a cura e spese dei proprietari degli edifici e dei terreni o di chi ne ha l’effettiva disponibilità quindi l'ordinanza si rivolge a tutta la cittadinanza e ad aziende pubbliche e private.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...in una notte un pipistrello ingerisce una quantità tale di zanzare che il suo peso aumenta del 30-50%?

 

Il pipistrello è sempre stato il nemico numero uno delle zanzare ed è pertanto da considerarsi un efficace alleato nella lotta biologica agli insetti dannosi.

Come il pipistrello, esistono nel nostro territorio anche altri animali utili in quanto grandi divoratori di insetti. Ma spesso questi animali vengono considerati erroneamente molesti o addirittura pericolosi solo per il loro aspetto, come ad esempio il rospo, il geco, il riccio, che sono invece innocui per l’uomo, anzi contribuiscono aiutandoci nella lotta alle zanzare.

 

Per sensibilizzare il pubblico abbiamo realizzato una pubblicazione (scaricabile qui in basso) che riguarda proprio la tutela della fauna utile.

Mentre per educare i più giovani al problema delle zanzare, abbiamo realizzato un gioco da tavola: “ZanzarAttack il gioco che ti aiuta nella lotta alle zanzare”, anche questo scaricabile gratuitamente.

Aprile 2009

Casella di testo: In Primo Piano

Vespe e Calabroni: insetti aggressivi e pericolosi

Le vespe e i calabroni sono insetti aculeati, possiedono cioè il pungiglione, un organo utilizzato come arma di offesa e di difesa che inietta un veleno assai irritante. Questi insetti pungono quando vengono disturbati, anche inavvertitamente.

Spesso costruiscono il loro nido (favo), costituito prevalentemente da cellulosa, all’interno dei cassoni dell’avvolgibile, sotto le tegole dei nostri tetti, all’interno delle canne fumarie dei camini, ecc.

Questo comporta che a volte le persone entrino accidentalmente in contatto con esse.

Il veleno delle vespe o dei calabroni può causare seri problemi a individui particolarmente suscettibili, causando gravi shock anafilattici. Conseguenze ancor più gravi si possono avere se un individuo viene punto da uno sciame di vespe, a seguito di un accidentale contatto col nido.

I calabroni sono da ritenersi più pericolosi in quanto essendo più grandi, iniettano una quantità maggiore di veleno.

Casella di testo: Trappole a luce UV per il monitoraggio e la cattura di insetti alati (INDACO catalogo 2009)


Vespe e Calabroni: Consigli per la prevenzione (pubblicazione INDACO)
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Casella di testo: Scienza e Tecnica
Casella di testo: Punture di Insetto: aspetti clinici correlati (pubblicazione INDACO)
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Le api sono specie protette e quindi non sono soggette a interventi di disinfestazione, tuttavia, nel caso in cui un nido di api può costituire un rischio, ci si avvale della collaborazione di un apicoltore solamente per traslocare l’alveare.

Le vespe e i calabroni invece possono essere sottoposti a interventi di monitoraggio e disinfestazione

Quando questi insetti sono presenti in un area esterna o costruiscono il nido in zone particolarmente frequentate da persone,  vengono utilizzati particolari insetticidi spray che presentano una valvola erogatrice di tipo “super-jet”, in grado cioè di spruzzare il prodotto ad effetto abbattente immediato, a una distanza di 4-5 metri; riducendo al minimo i rischi per l’operatore.

Le trappole a luce UV sono molto attrattive ed efficaci nei confronti di vespe e calabroni quando questi insetti accedono negli ambienti interni.

Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Legislazione

Tutela dell’ambiente e Professionalità nella Disinfestazione

la Direttiva 2006/123/CE del 12 dicembre 2006, meglio nota come "Direttiva Servizi", mette in primo piano la difesa dell'ambiente, delle persone, degli animali e delle cose, quando si considerano i servizi inerenti la Disinfestazione e la Derattizzazione.

La norma si riferisce soprattutto alle metodologie e ai processi di intervento che vengono attuati nello svolgimento di un servizio di deblattizzazione, di lotta alle zanzare, alle vespe o alle mosche, o di derattizzazione, sia in ambienti esterni, che in abitazioni o in luoghi confinati.
La complessità della materia coinvolge conoscenze di ordine entomologico, le specie di infestanti, i loro cicli vitali e quindi le possibilità di contrastarle; di ordine chimico, in relazione alle formulazioni dei prodotti biocidi; di ordine tecnico, in relazione alle attrezzature e agli accessori impiegati e, soprattutto, di una grande esperienza sul campo oltre a una
specifica attività di formazione e aggiornamento degli addetti.
Tutto ciò per garantire una adeguata e sicura professionalità degli operatori della Disinfestazione, dal momento che nessuno, consapevolmente, affiderebbe interventi di tal genere a personale non preparato e in grado di agire con il minor impatto possibile sull'ambiente, sulle persone, sugli animali e sulle cose.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...le api muoiono dopo avere punto e invece le vespe e i calabroni no?

Per l’ape pungere significa usare l’ultima arma a disposizione per difendere se stesso o la propria colonia, perché sa che facendo ciò perderà la vita. Mentre le vespe e i calabroni possono pungere ripetutamente a proprio piacimento, senza doverci pensare e questa caratteristica le rende infatti molto più aggressive rispetto alle api.

La differenza di questa capacità, sta nella struttura del pungiglione. L’aculeo delle api ha una forma seghettata e quindi funziona come una freccia: una volta che perfora un tessuto resta al suo interno e non può più fuoriuscire, pertanto, cercando di toglierlo, si danneggiano gli organi interni dell’insetto, che dopo qualche minuto muore.

Il pungiglione delle vespe e dei calabroni presenta invece una superficie liscia, e ciò consente all’aculeo di penetrare i tessuti, di essere facilmente estratto e di pungere nuovamente.

Imenotteri Aculeati

Strategie di Controllo

Casella di testo: Direttiva 2006/123/CE (Direttiva servizi)
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Nido di Calabroni

Giugno 2009

Casella di testo: In Primo Piano

Blattella germanica: una presenza sgradita

 

Le blatte o scarafaggi sono insetti presenti sulla Terra da milioni di anni, questo lungo periodo ha permesso loro di sviluppare diverse capacità di adattamento, aumentando le loro possibilità di sopravvivenza. Blattella germanica è la specie più diffusa nelle industrie alimentari, negli ambienti della ristorazione, ma anche nelle cucine delle abitazioni, dove trova condizioni favorevoli per il proprio sviluppo. I luoghi di insediamento sono caratterizzati da temperatura e umidità elevate: fessure, intercapedini, in prossimità dei motori di macchinari o elettrodomestici, lavabi, tubazioni e condutture coibentate, impianti elettrici e di riscaldamento o condizionamento.

La presenza di questa specie non può essere tollerata in quanto vettore di agenti patogeni pericolosi per l’uomo.

Sono insetti lucifughi e la loro maggiore attività viene svolta nelle ore notturne, anche se, in caso di infestazioni radicate, risulta attiva anche durante il giorno.

La blattella germanica è una specie che viene veicolata con le merci e gli imballi, pertanto anche il trasferimento di una scatola di cartone può consentire all’insetto di colonizzare nuovi ambienti.

Casella di testo: Scienza e Tecnica

Disinfestazione ecologica contro le blatte

Per ottenere risultati soddisfacenti nella lotta a questi insetti, è necessario attuare una difesa integrata che privilegi la prevenzione, il monitoraggio e l’impiego di prodotti ecologici.

Per sfavorire l’insediamento della blattella germanica (ma vale anche per le altre specie di blatte) occorre eliminare le perdite d’acqua e ristagni di umidità, nonché la presenza seppur minima di residui alimentari o organici.

La tecnica di disinfestazione, per questa specie in particolare, prevede l’erogazione di un GEL adescante applicato in piccole gocce, direttamente nei siti di annidamento.

Questa tecnica offre diversi vantaggi:

· può essere eseguita in qualunque momento;

· non comporta preparazione degli ambienti;

· il prodotto è inodore;

· non comporta alcun rischio per l’uomo e per l’ambiente.

Applicazione di esca ecologica in GEL

Casella di testo: Linee Guida per la Disinfestazione blatte nei complessi residenziali 
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Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Legislazione

Rischio di chiusura e di pesanti sanzioni per le attività alimentari infestate.

Come cita il comma 1 dell’Art. 1 della Legge del 30 Aprile 1962 n° 283 : “sono soggette a vigilanza, per la tutela della pubblica salute, la produzione e il commercio delle sostanze destinate all’alimentazione. A tal fine, l’autorità sanitaria, può procedere, in qualunque momento e a mezzo dei competenti organi e uffici, a ispezione e prelievo di campioni negli stabilimenti ed esercizi pubblici, dove si producano, si conservino in deposito, si smercino o si consumino sostanze destinate all’alimentazione; nonché sugli scali e sui mezzi di trasporto. Essa può altresì procedere al sequestro delle merci e alla loro distribuzione, ove dagli accertamenti eseguiti risulti necessario per la tutela della pubblica salute”.

Un particolare riferimento riguarda invece art. 5 comma 1 lettera D di questa legge, che cita: “è vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere, somministrare o distribuire per il consumo, sostanze alimentari insudiciate, contaminate da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”.

È obbligatorio tutelarsi eseguendo interventi di prevenzione, monitoraggio e lotta agli infestanti.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...uno scarafaggio può sopravvivere per settimane senza la propria testa?

Uno scienziato dell’Università di Denver ha condotto un esperimento provvedendo personalmente a decapitare alcuni scarafaggi, per poi tamponare la ferita con della cera e rinchiudere gli scarafaggi in un recipiente nel quale gli insetti decapitati hanno vissuto alcune settimane.

Gli scarafaggi infatti sono privi della rete arteriale; di conseguenza la loro decapitazione non porta né ad una perdita di sangue, né alla caduta della pressione sanguigna, non complicando inoltre il trasporto di ossigeno alle sostanze nutritive e ai tessuti ed organi di importanza vitale.

Se le persone respirano attraverso la bocca e il naso, con il cervello a controllare questa funzione, gli scarafaggi respirano attraverso fessure esterne (stigmi) per la respirazione situate su di un lato del loro ventre. In questo modo non sarà il cervello a controllarne il processo di respirazione, mentre da parte sua il sangue non distribuirà ossigeno per tutto il corpo. Inoltre, agli scarafaggi è sufficiente nutrirsi una volta sola al fine di poter vivere per alcune settimane.

Sebbene si tratti di esperimenti in fondo non troppo piacevoli, essi sono però in grado di far luce sulla funzione del sistema nervoso degli insetti in modo da venire a conoscenza, in maniera assai più dettagliata, della loro insolita longevità.

Casella di testo: Legge del 30/04/1962 n° 283 (Disciplina igienica sulla produzione e vendita di sostanze alimentari)
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Luglio 2009

Casella di testo: In Primo Piano

La corretta difesa fitosanitaria del verde urbano

 

La moderna difesa delle piante che costituiscono un patrimonio storico e ambientale delle nostre città, si prefigge l’impiego di mezzi e tecniche tese al contenimento degli organismi nocivi.

In un ambiente antropizzato, quale quello urbano, la difesa fitosanitaria deve essere attuata nel rispetto dei principi ecologici, tossicologici ed economici, privilegiando l’utilizzo di metodi e prodotti eco-compatibili.

I trattamenti fitosanitari devono essere giustificati in funzione della stima del rischio di danno. La valutazione del rischio deve avvenire attraverso sistemi di accertamento che dipendono dalla pericolosità degli agenti dannosi.

È importante, inoltre, l’individuazione dei momenti e delle strategie di intervento più opportune, che variano in relazione alla natura e alle caratteristiche delle avversità.

Le opportune valutazioni e l’esecuzione degli stessi trattamenti vengono eseguite dal personale specializzato e qualificato del gruppo Indaco, che è pertanto in grado di fornire alla propria clientela una adeguata consulenza sulla corretta gestione del verde e dell’ambiente.

Casella di testo: Scienza e Tecnica

Atomizzatori per la disinfestazione

delle aree verdi

Gli atomizzatori sono sistemi misti acqua-aria, caratterizzati da una "girante" che crea un flusso d'aria in cui viene iniettato il liquido da erogare. Comprendono nebulizzatori, aerosolizzatori, ultra basso volume (ULV), che richiedono liquidi a bassa tensione di vapore ed erogano micro-goccioline.

La potenza è assai variabile e parte dagli atomizzatori a spalla da pochi cavalli fino ai gruppi autotrasportati da 30-60-80 HP ed oltre.

Tali potenze comportano capacità di erogazione che permettono di avere portate di oltre 300 l/ora con gittate orizzontali di oltre 30 metri e verticali di poco inferiori. Le velocità operative medie variano da 4 km/h a oltre 12 km/h.

Per l'uso è necessaria una grande precisione nel progetto di disinfestazione (scelta dei prodotti, percentuali d'uso, stima del dosaggio unitario) e un'estrema attenzione durante l'attività.

Disinfestazione di aree verdi con atomizzatore

Casella di testo: Principali avversità parassitarie delle piante ornamentali


Difesa fitosanitaria del verde pubblico e delle piante ornamentali (Pubblicazione INDACO)
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Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Legislazione

I principali riferimenti legislativi nel campo della lotta antiparassitaria.

La normativa di base italiana è il Dpr 3/8/1968 "Regolamento concernente la disciplina della produzione, del commercio e della vendita dei presidi e delle derrate immagazzinate".

La normativa prevede che per poter usare un prodotto chimico questo abbia avuto una registrazione rilasciata dal ministero della Sanità, legata a un uso preciso. Presidi medico-chirurgici sono i prodotti legati all'utilizzo in ambito domestico e registrati come tali. Quindi al limite utilizzabili in un giardino privato, ma non nel verde pubblico. Presidi sanitari sono prodotti chimici nati per l'agricoltura e registrati come tali.

Il principio chimico di base è spesso lo stesso ma, secondo la formulazione, il prodotto finito può essere registrato come presidio medico-chirurgico o presidio sanitario. Come comportarsi nell'ambiente urbano? L'interpretazione più corretta è quella di usare presidi sanitari (quindi agricoli) che siano stati registrati per "colture ornamentali e forestali". Oggi la normativa è cambiata e fa riferimento a direttive Cee. Le leggi di riferimento sono il Dpr 223/88 Attuazione delle Direttive Cee 78/631 e 81/291 e soprattutto il D.lgs. 194/95 "Recepimento della Direttiva Cee 91/414 in materia di immissione in commercio di prodotti fitosanitari". Non si parla più di presidi sanitari o presidi medico-chirurgici, ma più generalmente di "prodotti fitosanitari" o "fitofarmaci".

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...i pidocchi delle piante vengono protetti e allevati dalle formiche ?

Le formiche sono gli unici esseri viventi, oltre all'uomo, a praticare su vasta scala l'allevamento di altri organismi. In particolare con gli afidi (o pidocchi delle piante), le formiche vivono in una sorta di simbiosi: esse, infatti, accarezzano e curano gli afidi, li cambiano di posto sulla pianta, curano la loro prole, li trattano come bestiame, infatti hanno l’abitudine come di “mungerli” con piccoli colpi di antenne ottenendo da essi una secrezione zuccherina (melata) della quale tutte le formiche ne sono ghiotte.

Gli afidi, per contro, ricevono giovamento dalle formiche in quanto vengono protetti dai loro predatori naturali (coccinelle, sirfidi, crisopidi, ecc.).

Alcune specie di formiche proteggono a tal punto le colonie di afidi che in caso di pericolo, li prendono di peso per portarli in rifugi temporanei e addirittura spesso li portano all’interno dei formicai per far passare loro l’inverno.

A questo punto risulta chiaro che se volete eliminare gli afidi dalle vostre piante, è necessario prima attuare una soluzione per le formiche.

Casella di testo: DECRETO LEGISLATIVO 17 MARZO 1995, N. 194 con successive modifiche e integrazioni
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Agosto 2009

Casella di testo: In Primo Piano

Mosche e uomini: nemici da sempre

 

La Mosca domestica è conosciuta da tutti e in tutto il mondo  perché è forse l’insetto con cui l’uomo viene a contatto più frequentemente e con cui ha da sempre condiviso la sua esistenza. Le mosche sono sempre state uno dei principali vettori di malattie e microrganismi patogeni per l’uomo.

Il successo delle mosche è dovuto al fatto che esse si adattano facilmente ai nostri ambienti alimentandosi dei nostri scarti alimentari e organici, ma soprattutto, sono caratterizzate da un’elevata fecondità e un ciclo di sviluppo molto rapido che permette loro di raggiungere numeri elevatissimi.

Per combattere le mosche non esiste un solo metodo o uno specifico prodotto.

Per poter fornire una soluzione adeguata ed efficace, è necessario prima valutare attentamente l’ambiente (urbano, sub-urbano rurale, ecc.), le attività presenti o vicine (industrie, allevamenti, ecc.) e altri importanti fattori.

Casella di testo: Scienza e Tecnica

Trappole a luce  UV per  il controllo delle mosche

Per il controllo delle mosche negli ambienti confinati (abitazioni, uffici, sale ricevimento, attività commerciali, ecc.), risultano molto efficaci le trappole a luce UV elettro-insetticide. Le mosche, come anche la maggior parte degli insetti volanti, sono sensibili alla luce in diverse lunghezze d’onda, da cui vengono attratte.

Le trappole UV possiedono al loro interno un pannello collante in cui gli insetti attirati dai neon UV rimangono invischiati. In tal modo non solo si esegue una bonifica dell’ambiente totalmente ecologica, ma si ha anche la possibilità di rilevare importanti dati per il monitoraggio, infatti, dalla lettura del pannello collante, è possibile risalire alle specie di insetti presenti, nonché al grado di infestazione o alla situazione ambientale (ad es. la presenza di alcuni insetti piuttosto che altri può indicare che in quell’ambiente vengono mantenute aperte porte e finestre, o che nelle vicinanze è presente un allevamento, ecc.).

Casella di testo: Mosche: schede identificative e gestione delle infestazioni (Pubblicazione INDACO)
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Esempio di un Programma Anti-Mosche

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Casella di testo: Trappole a luce UV per il monitoraggio e la cattura di insetti alati (INDACO catalogo 2009)
Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Legislazione

Il Decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327 regola l’esecuzione delle norme concernenti la disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande. In particolare l’art. 2 individua le sostanze, i prodotti, gli utensili, i mezzi, il personale e gli ambienti, soggetti a vigilanza da parte dell’autorità sanitaria, ai fini della tutela della pubblica salute.

L'autorità sanitaria competente deve accertare che gli stabilimenti e i laboratori di produzione, preparazione e confezionamento di cui all'art. 25, presentino dei requisiti igienico-sanitari obbligatori.

Tutti i locali ai quali si può accedere dall'interno di uno stabilimento o di un laboratorio, ivi compresi i locali adibiti ad abitazione od uffici, sono soggetti ad accertamento dei requisiti igienico-sanitari.

L'autorità sanitaria deve inoltre accertare che i locali siano muniti di dispositivi idonei a evitare la presenza di insetti e altri animali infestanti e devono essere comunque attuati efficaci mezzi di lotta.

Inoltre, l’art. 35 del presente D.P.R. recita che “tali mezzi non devono costituire pericolo di danno anche indiretto per l'uomo, a causa di contaminazione delle sostanze alimentari”.

Pertanto, restando in tema di mosche, l’utilizzo di trappole a luce UV a pannello collante per il monitoraggio e la cattura degli insetti volanti, risulta il metodo più adeguato in relazione al presente D.P.R. ma anche il più efficace, che lo rende oggi il metodo più largamente usato nelle attività alimentari.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...in passato per combattere le mosche si usava un preparato di latte e funghi tossici?

In passato per combattere le mosche era molto diffuso un metodo che nel moderno gergo tecnico viene chiamato “metodo attratticida”.

Il concetto su cui si basa questo metodo, coinvolge allo stesso tempo qualcosa di attrattivo e una sostanza biocida, abbinati su una superficie limitata.

Nel secolo scorso si usava posizionare nelle entrate di casa, un recipiente con del latte e pezzi di un fungo: l’Amanita muscaria (dal latino muscarius - attinente alle mosche, - per le sue proprietà moschicide), che attirava le mosche con il suo odore e la sua colorazione. La mosca, seguendo il richiamo della fonte attrattiva, finiva per poggiarsi e cibarsi del latte contaminato dalle spore del fungo, rimanendo inevitabilmente intossicata.

Nelle moderne tecniche di disinfestazione e controllo integrato delle infestazioni è previsto il metodo attratticida, attraverso l’uso di differenti prodotti e dispositivi: trappole a luce UV, trappole a feromoni per il monitoraggio e la cattura massiva, esche alimentari in gel o granuli per la lotta alle blatte, anche la derattizzazione che prevede l’uso di esche e postazioni può essere considerato un metodo attratticida.

Casella di testo: Decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327 
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flyAgaric1.jpg fly Agaric 1 image by Faeden

Settembre 2009

Casella di testo: In Primo Piano

La tignola della farina è una piccola farfallina infestante che sta diventando sempre più comune e fastidiosa negli ambienti domestici. Le larve della tignola attaccano derrate alimentari quali farine, biscotti, pasta, riso, pane, ecc., che costituiscono la loro dieta preferenziale.
Le derrate attaccate sono riconoscibili per la presenza di fili sericei frammisti agli escrementi delle stesse larve.
In mancanza di un substrato alimentare adatto, le larve possono tuttavia svilupparsi a danno di vegetali secchi, o nutrirsi dei residui alimentari di varia natura presenti nelle fessure del pavimento, sul fondo dei cassetti, ecc.

Casella di testo: Tignole delle derrate: caratteristiche e controllo (Pubblicazione Bayer environmental science)
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Casella di testo: Scienza e Tecnica

Monitoraggio insetti delle derrate

Il metodo più corretto per evitare gli attacchi parassitari, è quello di tenere sotto assidua sorveglianza le materie prime, i magazzini e i locali di lavorazione. Per attuare ciò è indispensabile la conoscenza sia delle tecnologie produttive, sia del comportamento bio-etologico dei potenziali colonizzatori. I parassiti delle derrate da tenere sotto controllo presentano comportamenti ed esigenze differenti, pertanto, possono essere eseguiti differenti metodi di analisi che si estendono sia ai prodotti immagazzinati, sia agli ambienti di lavorazione e immagazzinamento, nonché ai macchinari utilizzati. Tutte le operazioni di sorveglianza, coordinate tra loro, vengono attualmente comprese nel monitoraggio.

I dispositivi utilizzati per monitorare le popolazioni dei parassiti delle derrate alimentari sono rappresentati da trappole a feromoni (differenti a seconda del bersaglio) e dalle trappole a luce UV.

Insetti delle derrate alimentari

Per controllare le infestazioni da tignole in cucina o in dispensa, è necessario procedere a un attento esame di tutte le confezioni dei cibi a base di cereali, scartando ed eliminando quelle che risultino infestate. Le derrate sane andranno conservate in recipienti a tenuta ermetica e controllate frequentemente. Un'attenta pulizia mediante aspirazione delle zone meno facilmente raggiungibili di armadi e cassetti contribuirà in maniera notevole al controllo del fenomeno.
È infine possibile praticare la cattura di massa dei maschi adulti mediante trappole collanti attivate con feromoni sessuali, che rendono inoltre possibile un
monitoraggio dell'infestazione.

La Tignola della Farina: sempre più frequente in cucine e dispense

Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Legislazione

Normative che regolamentano il trattamento delle derrate alimentari immagazzinate

I prodotti destinati alla protezione delle derrate alimentari immagazzinate, sono regolamentati dalla normativa riguardante l’immissione sul mercato dei prodotti “agrofarmaci”.Questa regolamentazione è la stessa che viene applicata per la registrazione dei prodotti per la difesa delle colture.

Questi prodotti possono essere immessi sul mercato, previa autorizzazione del Ministero della Salute.

L’autorizzazione prevede: la forma applicativa, il dosaggio, il tipo di derrata da proteggere e le specie di infestanti da controllare.

Attualmente è in fase di applicazione la Direttiva Europea 91/414/CEE che regolamenta questi prodotti.

La Direttiva Europea prevede un riesame delle documentazioni tecniche, scientifiche e tossicologiche, dei principi attivi e dei relativi agro farmaci nei quali sono impiegati.

Il trattamento dei locali di immagazzinamento vuoti, è regolamentato invece dalla normativa riguardante l’immissione in commercio dei “Presidi Medico Chirurgici”. Anche in questo caso i prodotti possono essere immessi sul mercato, solo dopo la registrazione da parte del Ministero della Salute.

Attualmente è in fase di applicazione la nuova Normativa Europea (Direttiva 98/8/CE chiamata anche “direttiva biocidi”) che regolamenterà questi prodotti.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...Le Piramidi favoriscono la conservazione degli alimenti e il controllo degli infestanti?

I segreti delle piramidi non hanno mai smesso di suscitare curiosità e domande che ancora oggi non trovano risposte concrete a livello scientifico. Una cosa è comunque certa: all’interno delle piramidi esistono delle energie, la cui natura è ancora dubbia alla scienza, che hanno effetti profondi, sia sugli oggetti, sia sugli esseri viventi. “L’effetto piramide” raggruppa le caratteristiche misteriose che possiedono alcuni corpi geometrici, cioè di conferire allo spazio interiore, delle proprietà che normalmente non hanno. Per esempio, si è constatato che piccoli animali sepolti nelle piramidi egizie non sono entrati in putrefazione, ma si sono soltanto disidratati. Alcuni esperimenti realizzati in Francia hanno dimostrato che prodotti biologici facilmente deperibili, se posizionati sotto delle piramidi di piccole proporzioni, non si deteriorano ma si disidratano semplicemente.
Gli studi citano che alcuni agricoltori americani costruiscono i loro silos a forma di piramide, perché hanno constatato che
in simili piramidi i cereali sono al riparo dagli attacchi da parte di animali infestanti.
Sono stati eseguiti esperimenti che hanno voluto testare l’influenza dell’ “effetto piramide” nel caso della
conservazione degli alimenti, nei processi di fermentazione, durante la germogliazione e lo sviluppo delle piante alimentari, nella conservazione dei cereali e dei semi e nel controllo degli infestanti.

Casella di testo: Direttiva Europea 91/414/CEE 
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Ottobre 2009

Casella di testo: In Primo Piano

Le città sono diventate col tempo ecosistemi parzialmente isolati dove la componente artificiale è preponderante, ma soprattutto, nella loro struttura, non tengono conto, della forma dell’ecosistema naturale precedentemente presente. In questi ecosistemi una grande quantità di energia scorre essenzialmente a favore di una sola specie: l’uomo.

In diverse matrici ambientali (acqua, aria, suolo) vengono riversati tutti quei prodotti di scarto dell’uomo e delle sue attività.

È evidente che le modifiche ambientali apportano mutamenti anche sulla quantità e qualità delle specie di animali presenti, avvantaggiandone alcune a discapito di altre.

Casella di testo: Tabella sulle malattie che i roditori possono trasmettere all’uomo
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Casella di testo: Scienza e Tecnica

I rodenticidi usati per la derattizzazione

Tutte le sostanze utilizzate nei servizi di derattizzazione, devono essere caratterizzate principalmente da due parametri: efficacia e sicurezza; devono cioè essere attive per lo scopo preposto, ma anche facilmente degradabili nel corpo dei roditori in modo da non divenire secondariamente tossici per i potenziali predatori dei roditori. Generalmente, si possono distinguere, in base alla loro modalità di azione, due categorie di rodenticidi: acuti, o a dose singola, e cronici, o a dose multipla. I primi hanno effetti veloci e meccanismi d’azione differenti e vengono utilizzati nel caso in cui si sia interessati a ottenere una rapida riduzione del numero di individui. I secondi sono sostanze somministrate in dosi sub-letali, che agiscono lentamente, con azione cumulativa. Questa caratteristica li rende vantaggiosi in quanto non induce nei roditori comportamenti di avversione verso l’esca. Inoltre l’aggiunta di sostanze amaricanti come il denatonium benzoato, rende l’esca sicura verso l’uomo e gli animali no-target.

Animazione in 3D sui Rodenticidi

Specie animali come topi e ratti, sono sempre presenti negli ecosistemi urbani, in quanto traggono vantaggio proprio dalla presenza dell’uomo e delle sue attività, tendendo a seguirlo nel suo cosmopolitismo.

Questi roditori incontrano quindi condizioni tali da favorire un aumento sproporzionato delle loro popolazioni fino a renderle infestanti. Essi rivestono importanza sia dal punto di vista economico (danni a derrate e strutture), sia dal punto di vista sanitario (veicolo di un numero elevato di patogeni trasmissibili all’uomo). L’alterazione ambientale quindi facilita il prosperare di roditori e altri animali infestanti, ma in contrapposizione a ciò, l’eliminazione di tutte quelle cause ambientali che favoriscono le infestazioni, rappresentano un valido sistema di controllo ausiliario agli interventi di derattizzazione dettato anche dai principi dell’Integrated Pest Management (Controllo Integrato delle Infestazioni).

Ecosistema urbano: ideale per le popolazioni di roditori infestanti

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Casella di testo: Legislazione

Ordinanza esche rodenticide: il Ministero si pronuncia in merito all’utilizzo

Il 2008 (18 dicembre 2008) ci ha lasciato in eredità un’importante azione legislativa da parte del Ministero della Salute che rappresenta un’assoluta novità per il tutto il settore pest control. Per la prima volta un’ordinanza nazionale, impone divieti, prescrizioni e procedure che dovranno essere adottate sia dalle imprese di servizi che dai produttori di presidi medico chirurgici per tutelare l’uomo e gli animali non bersaglio dalle potenziali conseguenze pericolose. L’ordinanza riconosce che esche e bocconi avvelenati rappresentano un serio rischio per la popolazione umana e per l’ambiente in maniera diretta e indiretta, e prescrive il divieto di utilizzo in modo improprio e di abbandono di esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche, l’obbligo di segnalare le operazioni di derattizzazione sull’area interessata almeno 5 giorni prima. L’obbligo da parte dei produttori di preparare esche contenenti sostanze amaricanti che rendano l’esca sgradevole ad animali non di target e bambini, e di inserirle esclusivamente all’interno di un contenitore di sicurezza per mirare solo all’animale bersaglio.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...I roditori piangono per attrarre la loro anima gemella?

La strategia dei ratti di puntare sulla "sensibilità" delle loro compagne che, commosse, dovrebbero poi cedere alle avances dei topolini piagnucoloni, sembra essere davvero efficace. Insomma la lacrimazione dei roditori, oltre a essere importante per garantire un’adeguata protezione dell’occhio, ha anche una evidente funzione nel corteggiamento. La scoperta è stata realizzata grazie a uno studio condotto da un’equipe giapponese e guidato da Kazushige Touhara dell'Università di Tokyo.

Casella di testo: Ordinanza del Ministero della Salute sulla regolamentazione dell'uso delle esche rodenticide


Chiarimenti Ordinanza 07.04.2009
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Le lacrime di questi animali contengono particolari sostanze, i feromoni, in grado di mandare messaggi a livello subliminale per richiamare sessualmente un’eventuale partner.

Ecco come funziona: mentre la femmina si avvicina al maschio per espletare le reciproche operazioni di pulizia, riesce a stabilire il sesso dell’esemplare con cui si sta rapportando grazie proprio ai feromoni contenuti nelle lacrime.

Casella di testo: Altre curiosità, dubbi, incertezze?

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Casella di testo: Legislazione

Direttiva biocidi: esteso il periodo transitorio fino al 14/05/2014

Sulla G.U.U.E. serie L 262 del 6 ottobre 2009 è stata pubblicata la direttiva 2009/107/CE che proroga le scadenze previste dalla direttiva 98/8/CE estendendo il periodo transitorio fino al 14 maggio 2014 rispetto alla precedente scadenza al 14 maggio 2010.
Nei quattro anni gli Stati membri potranno ancora applicare la propria legislazione nazionale (es. normativa nazionale sui presidi medico chirurgici) e completare il riesame di tutti i principi attivi che sono stati notificati per il riesame.
Si è concluso infatti che il riesame di un numero significativo di principi attivi non sarebbe stato completato entro il 14 maggio 2010 e che Stati membri non avrebbero avuto
un periodo di tempo sufficiente a recepire gli atti pertinenti e a concedere, annullare o modificare le pertinenti autorizzazioni dei prodotti al fine di conformarsi alle disposizioni armonizzate della direttiva 98/8/CE.

Casella di testo: Curiosità

Lo sapevate che…

...di tutte le forme di sessualità animale quella di Cimex lectularius è la più violenta?

In natura si arriva a eccessi di violenza sessuale che non hanno nulla da invidiare alle peggiori scene tratte dai film horror. La creatura più violenta da questo punto di vista è la cimice dei letti, che si riproduce per mezzo di una "copulazione traumatica". Per essere concreti: il maschio usa il suo grande pene appuntito a mo' di lancia e lo conficca in una qualsiasi parte del corpo femminile, cosicché gli spermatozoi finiscono nel sangue, dove vengono custoditi fino a quando la femmina, rinforzata dal sangue umano, non produrrà le uova. Una parte del liquido seminale viene anche usato come cibo e digerito.
Gli spietati maschi di cimice dei letti non si fermano neanche dinanzi agli individui dello stesso sesso, iniettando anche a loro il proprio sperma. All'interno del corpo della vittima, gli spermatozoi raggiungono il condotto spermatico del maschio colpito. Quando
questo, a sua volta, violenta un'altra femmina, le trasmette anche il seme del suo aggressore e concorrente.
Dopo aver osservato la rappresentazione di questa schiera di cimici dei letti che aspettando il prossimo pasto a base di sangue, si divertivano copulando a piacere e indipendentemente dal sesso,
l'entomologo britannico Howard Ewans affermò che al confronto Sodoma sembra il paradiso.

Casella di testo: DIRETTIVA 2009/107/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO 
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Casella di testo: In Primo Piano

Nella seconda metà del XX secolo, le cimici dei letti, Cimex lectularius, sembravano scomparse.

Le infestazioni nei Paesi industrializzati erano diventate così rare che le cimici non furono considerate più un problema di sanità pubblica.

Il declino di questo parassita è stato attribuito ai miglioramenti socio-economici verificatisi dopo la seconda guerra mondiale e allo sviluppo degli

insetticidi residuali (DDT). Tuttavia, poco prima dell’inizio del nuovo millennio, molti disinfestatori hanno cominciato a notare un aumento nel numero di infestazioni della cimice dei letti.

Negli ultimi anni, infatti, le infestazioni da parte delle cimici dei letti (Cimex lectularius) sono in aumento e iniziano a creare nuovi problemi negli ambienti di soggiorno (alberghi e abitazioni private), così come nei mezzi di trasporto (treni e cabine guida di camion) e nelle Comunità (ospedali, carceri, ecc.).

Il ritorno dell’insetto, dopo un’assenza prolungata, ha preso alla sprovvista i Paesi industrializzati che devono tenersi pronti a una nuova sfida.

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Casella di testo: Scienza e Tecnica

Il controllo della cimice dei letti

Attualmente tra le imprese di disinfestazione solo quelle particolarmente attente e competenti hanno l’esperienza pratica per affrontare in maniera professionale la lotta alle cimici dei letti.

Il successo delle operazioni di disinfestazione si ottiene solamente attraverso

la combinazione ragionata di strategie miste, ovvero un controllo integrato dell’infestazione.

           In particolare prima dell’intervento operativo è necessario attuare tutta una serie di misure preventive, come:

· l’eliminazione dei materassi infestati, della moquette e carta da parati;

· la rimozione, isolamento e sanificazione (a temperature superiori ai 60°C) dei tessuti presenti (tende, drappeggi, ecc.).

· la rimozione delle masserizie (se particolarmente infestate utilizzare aspirapolvere industriale per la raccolta delle uova).

Video realizzato da: University of Florida - Entomology Departement

Cimice dei letti: uno sgradito ritorno

A questo punto potrà essere eseguito un primo trattamento operativo di disinfestazione consistente nell’erogazione di insetticidi preposti allo scopo e un secondo trattamento a distanza di circa 10 giorni dal primo, che ha l’obiettivo di eliminare le cimici neonate dalle uova deposte presenti.

La tabella di seguito sintetizza le fasi e i tempi dell’intervento di disinfestazione contro la cimice dei letti.

Casella di testo: Scheda informativa sulla Cimice dei letti.

Novembre 2009