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Giugno 2010 |

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AVERT: prodotti ecologici per la lotta alle blatte |
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AVERT è un’esca insetticida a base di Abamectina in granuli o gel efficace contro ogni specie di blatta sia nella forma adulta che giovanile. Contiene uno specifico attrattivo alimentare che rende l’esca appetibile e disponibile per molto tempo. Il prodotto può essere impiegato in ambienti domestici, industrie alimentari, edifici pubblici e privati, industrie e depositi, ospedali, laboratori, palestre, mezzi di trasporto, negozi di animali, cucine, ristoranti, negozi vari, ecc. È particolarmente efficace ove applicato nelle crepe e nelle fessure, spazi vuoti ed altre postazioni che sono manifestamente di passaggio per le blatte. Il prodotto è utile quando l’applicazione di formulazioni spray è inappropriata, ad esempio all’interno o intorno alle prese elettriche, scatole di derivazione, ecc. E’ opportuno monitore l’area della presunta infestazione per identificare dove gli scarafaggi si annidano e si alimentano. Si applica su tutte le superfici. Evitare l’applicazione in luoghi particolarmente polverosi, umidi o grassi o dove l’esca possa essere rimossa dal vento e attraverso le pulizie di routine. Non utilizzare altri insetticidi spray sulle esche o intorno ad esse poiché questo potrebbe scoraggiare gli scarafaggi a mangiarle.
È un prodotto esclusivamente per uso professionale, non è consentita la vendita diretta al pubblico. |

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Abitudini e comportamento |
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Essendo parenti delle specie che vivono in natura, hanno conservato le loro abitudini: rifuggono la luce, prediligono gli ambienti umidi, si nutrono di tutto, anche di rimasugli di cibo o di materiali in decomposizione. Di giorno si nascondono nelle crepe dei muri, sotto i battiscopa o in altri nascondigli, specie se umidi e vicini fonti di calore (es.: compressore del frigorifero, canali di passaggio per i tubi dell’acqua calda, forno di cucina ecc.). Infestano anche i sottolavelli e le parti inaccessibili dei mobili, i sottopiani cottura e gli anfratti e le contropareti dei fornelli e dei ripiani di cottura. Alcune specie prediligono cantine, fognature e discariche. Nelle case della nostra Regione si possono trovare quattro specie, che si riconoscono e differenziano facilmente tra loro per il colore (da nero a marrone chiaro) e per le dimensioni. Alcune specie si propagano con maggior facilità in quanto si spostano velocemente anche sulle pareti verticali. |
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Rai 3 - 24 febbraio 2010 "Geo & Geo " - Rai - http://www.rai.tv |



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Disinfestazione ecologica delle formiche |
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La disinfestazione da formiche può essere eseguita con vari metodi e prodotti a seconda della previa valutazione dell’ambiente infestato, delle attività presenti e delle persone che ci vivono. Nei nostri ambienti, le formiche in genere frequentano soprattutto le cucine, le dispense, e tutti quei luoghi dove riescono a trovare residui alimentari per il sostentamento della colonia. Pertanto, risulta indispensabile eseguire interventi di disinfestazione con prodotti e metodi ecologici. Tra questi, risulta particolarmente efficace l’utilizzo di esche alimentari che agisce sfruttando il comportamento delle formiche. L'attrattivo alimentare a base di zucchero adesca le formiche operaie che, dopo l'assunzione dell'esca, la trasportano all'interno del formicaio distribuendola alle altre formiche; il formicaio viene così rapidamente distrutto per auto-avvelenamento. L’utilizzo di esche alimentari per la disinfestazione, è assolutamente ecologico, non richiede l’utilizzo d’insetticidi o repellenti aggiuntivi e risulta assolutamente sicuro sia per l’ambiente che per le persone e gli animali che vi abitano. |
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Formiche: infestanti domestici |
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Si tratta di un gruppo di estrema importanza, con circa 5000 specie nel mondo. Per lo più vivono in campagna o nei boschi; diverse specie però devono essere considerate infestanti dell’ambiente domestico. Le formiche vivono in società permanenti suddivise in caste. Vivono in nidi (formicai) costruiti in maniera più o meno complessa, e si nutrono di sostante sia di origine vegetale, che animale. Attratte dalle fonti di cibo, favorite dall’ambiente caldo-umido che permette loro l’attività anche nei periodi invernali, si possono osservare le operaie avventurarsi in lunghe file sulle superfici delle strutture. Le formiche, inoltre, possono trasmettere microrganismi patogeni, passando da un ambiente malsano (rifiuti, siti inquinati, ecc.) a un ambiente salubre (superfici di lavorazione alimenti, servizi igienici, ecc.). Le specie di formiche che più frequentemente si rinvengono nei nostri ambienti sono: Linepithema umile (formica argentina), Monomorium pharaonis (formica rossa) e Lasius niger (formica nera). |
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I segreti della natura: le formiche |

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DIN EN ISO 9001 : 2000 C.R. n° 73 100 1384 |
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Azienda Certificata ISO 9001:2000 |

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Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione |
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Azienda Affiliata: |

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Sistema di derattizzazione ecologica |
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Una buona esperienza accompagnata da una approfondita preparazione di base e soprattutto l’impiego delle più moderne tecnologie, ci permette di eseguire interventi di derattizzazione alternativi a quelli tradizionali che implicano l’uso di esche avvelenate. Negli ultimi anni infatti, si è affermato un sistema di derattizzazione ecologica attraverso l’uso di un congegno denominato Ekomille. Questo strumento consente un monitoraggio finalizzato ad individuare la presenza di roditori infestanti e garantisce una cattura continua. L’animale viene attirato all’interno del congegno dall’odore percepibile anche a distanza considerevole dalle esche naturali, quindi un sensore attiva il dispositivo che provvede alla cattura dell’animale e lo isola dall’esterno. Ekomille assicura e conserva lo stato di pulizia ambientale. Il funzionamento è totalmente ecologico, non necessita di particolari cure e, essendo azionato da un motore a molla, funziona senza l’utilizzo di energia elettrica. |
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Video di presentazione Ekomille By: |
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Nel corso della storia, i roditori sono stati senza dubbio gli animali più nocivi alla salute e alle attività dell’uomo. Nel corso dei secoli, epidemie e malattie riconducibili a topi e ratti, hanno prodotto perdite incalcolabili. Purtroppo ancora oggi esiste la possibilità che i roditori veicolino importanti patologie. Tra le più rilevanti vi sono: leptospirosi, salmonellosi, la peste (ancora presente in alcune aree dell’Africa e dell’Asia), la borreliosi di Lyme, le toxoplasmosi (protozoi parassiti che possono essere trasmessi anche ai gatti), la febbre emorragica, la sindrome renale, encefalite da zecche (le zecche ricordiamo che sono pericolosi vettori di malattie e possono attaccare l’uomo e gli animali domestici), e altre sindromi che sono state di recente identificate (hantavirus). I roditori sono inoltre responsabili di gravi danni alle colture agricole, alle derrate immagazzinate, alle attività forestali, ecc. Molto importanti sono ancora le implicazioni negative connesse alla presenza di roditori negli ambienti urbani, dove ormai topi e ratti hanno trovato diversi habitat favorevoli allo sviluppo di intere popolazioni. Nelle industrie alimentari, ad esempio, la presenza di roditori è da considerarsi inaccettabile, risultando necessario l’ausilio dei diversi sistemi di derattizzazione. |
Importanza economica e sanitaria dei roditori infestanti |

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Febbraio 2010 |
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Pulire il guano dei piccioni diventa un obbligo Lo prevede la bozza del nuovo regolamento regionale di igiene urbana. L’articolo 24 del nuovo regolamento di igiene urbana, contempla espressamente l’obbligo per i proprietari di ripulire e risanare a proprie spese terrazzi, sottotetti, abbaini e altre aree sensibili all’insediamento dei piccioni. Chi non lo farà, sarà sanzionabile con multe tra i 25 e 500 euro. L’obbiettivo di questa norma è innanzitutto di impedire gli accumuli di guano che creano danni diretti relativi alla corrosione delle superfici, e danni indiretti relativi alla formazione di parassiti e microrganismi patogeni che si sviluppano sul guano e sui nidi dei piccioni; inoltre, il regolamento prevede l’obbligo di fare in modo che i piccioni non tornino più a danneggiare gli edifici, e quindi, evitare il ritorno alla nidificazione mediante l’ausilio di idonei sistemi di dissuasione e allontanamento. La norma prende spunto dalle prescrizioni della Sovrintendenza per la zona di Piazza S. Marco a Venezia. |

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Lo sapevate che… ...di tutte le forme di sessualità animale quella di Cimex lectularius è la più violenta? |
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In natura si arriva a eccessi di violenza sessuale che non hanno nulla da invidiare alle peggiori scene tratte dai film horror. La creatura più violenta da questo punto di vista è la cimice dei letti, che si riproduce per mezzo di una "copulazione traumatica". Per essere concreti: il maschio usa il suo grande pene appuntito a mo' di lancia e lo conficca in una qualsiasi parte del corpo femminile, cosicché gli spermatozoi finiscono nel sangue, dove vengono custoditi fino a quando la femmina, rinforzata dal sangue umano, non produrrà le uova. Una parte del liquido seminale viene anche usato come cibo e digerito. |
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Gennaio 2010 best of 2009 News |
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Animazione in 3D sui Rodenticidi |

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La Zanzara Tigre: impariamo a conoscerla meglio Di seguito il documentario realizzato dalla Regione Emilia Romagna sulla biologia, sui metodi di prevenzione e lotta, e sui rischi sanitari relativi alla presenza della Zanzara Tigre in Italia. |

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I rodenticidi usati per la derattizzazione |
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Tutte le sostanze utilizzate nei servizi di derattizzazione, devono essere caratterizzate principalmente da due parametri: efficacia e sicurezza; devono cioè essere attive per lo scopo preposto, ma anche facilmente degradabili nel corpo dei roditori in modo da non divenire secondariamente tossici per i potenziali predatori dei roditori. Generalmente, si possono distinguere, in base alla loro modalità di azione, due categorie di rodenticidi: acuti, o a dose singola, e cronici, o a dose multipla. I primi hanno effetti veloci e meccanismi d’azione differenti e vengono utilizzati nel caso in cui si sia interessati a ottenere una rapida riduzione del numero di individui. I secondi sono sostanze somministrate in dosi sub-letali, che agiscono lentamente, con azione cumulativa. Questa caratteristica li rende vantaggiosi in quanto non induce nei roditori comportamenti di avversione verso l’esca. Inoltre l’aggiunta di sostanze amaricanti come il denatonium benzoato, rende l’esca sicura verso l’uomo e gli animali no-target. |
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Ratti e topi: rischio di zoonosi negli ambienti di lavoro Le malattie infettive degli animali selvatici rivestono importanza non solo per le stesse popolazioni di selvatici, ma anche per le possibili interazioni con gli animali domestici e con l'uomo, costituendo talvolta un problema di sanità pubblica. Nell'ambito di una più ampia e generica categoria di persone "a rischio" di contrarre zoonosi silvestri (cacciatori, naturalisti, turisti) si individua un gruppo per cui il rischio é in relazione alla professione svolta (forestali, veterinari ispettori di selvaggina, ricercatori e altre figure professionali). Il Decreto Legislativo 81/08 tratta ampiamente il rischio legato ad agenti biologici, compresi quelli responsabili di zoonosi ed evidenzia come “le attività nelle quali vi è contatto con animali e prodotti di origine animale” rientrino tra quelle che comportano l’esposizione a questo tipo di rischio. |

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Lo sapevate che … … Nella cultura orientale i ratti sono considerati sacri e vengono trattati con rispetto? |
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Nel mondo occidentale, al ratto sono associate quasi esclusivamente immagini negative, come "sporcizia", "disgusto", "malattia"; invece, la cultura orientale è generalmente più benevola verso questo roditore. Per esempio, esso è il primo dei dodici animali dello zodiaco cinese, e le caratteristiche che gli corrispondono includono creatività, onestà, generosità, ambizione e velocità nelle decisioni. Nel mondo induista il ratto è la cavalcatura di Ganesha, e generalmente considerato con rispetto o addirittura devozione. Nella città indiana di Deshnoke, per esempio, è diffuso un particolare culto dei ratti, visti come la reincarnazione dei Sadhu, i santi della religione indù. I fedeli offrono cibo a questi animali, e considerano una benedizione poter mangiare a loro volta cibo toccato dai ratti. Ovviamente per la nostra cultura sarebbero situazioni alquanto surreali. Dall’uomo occidentale la presenza di ratti viene percepita come un'infestazione, vengono eseguiti i servizi di derattizzazione, mentre questo non vale per i cani randagi o altri animali che potrebbero causare problemi simili a quelli imputabili ai ratti. |

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Norme per la tutela di alcune specie della fauna inferiore
È fatto divieto di alterare, disperdere, distruggere nidi di formiche o asportarne uova, larve, adulti (art. 2), nonché vendere e commerciare nidi, uova, larve e adulti di formiche (art. 4). Il Capo dell’Ispettorato Dipartimentale delle Foreste può autorizzare la raccolta per fini scientifici e didattici, fatto salvo il benestare del proprietario del fondo (art. 3). La richiesta va redatta in carta legale e deve specificare lo scopo della raccolta, la quantità, la durata del permesso e la località di raccolta. La violazione di tali norme comporta la confisca del materiale raccolto e la sanzione amministrativa da € 5 ad € 30. L’art. 5 bis afferma infine che “con regolamento possono essere introdotti ulteriori divieti e limitazioni per la tutela di altre specie della fauna inferiore non previste da questa legge”. |

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Lo sapevate che … … l'organizzazione sociale delle formiche si modifica a seconda del differente ambiente in cui si trovano? |
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Studiando le caste di formiche operaie in tre colonie di Pheidole morrisi, alcuni ricercatori della Duke University hanno trovato le prove che le formiche alterano l'organizzazione delle proprie colonie in relazione all'ambiente. Negli ultimi 30 anni, alcuni studi teorici sull'organizzazione sociale degli insetti avevano dato origine a numerose previsioni sul modo in cui api e formiche si possono adattare ad ambienti differenti. In particolare, alcuni esperti sostenevano che la proporzione ottimale fra le diverse caste, specializzate in differenti compiti all'interno della colonia, potesse variare a seconda delle condizioni naturali. Finora, però, la sola prova di questa flessibilità era fornita da studi che misuravano la risposta nel breve periodo ai cambiamenti ambientali che si verificano entro il normale ciclo di vita di una colonia. I ricercatori hanno scoperto che la proporzione delle caste, e persino la dimensione del corpo delle formiche, differisce significativamente fra le popolazioni di P. morrisi di tre siti negli Stati Uniti orientali geograficamente distinti. |
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Marzo 2010 |
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Tutte le specie di chirotteri sono di "interesse comunitario" e sono incluse nell'allegato D del D.P.R. 357/1997. Lo stato di conservazione delle specie di interesse comunitario, nonché le catture o uccisioni accidentali di fauna inclusa nell'allegato D, sono oggetto di monitoraggio sull'intero territorio nazionale. (All. B e D e artt. 7 e 8 del D.P.R. 357/1997 modificato e integrato dal D.P.R. 120/2003.) Ogni 6 anni, a decorrere dal 2007, ogni Stato dell'UE è chiamato a trasmettere a Bruxelles i risultati del monitoraggio dello stato di conservazione delle specie d'interesse comunitario. I rapporti devono contenere valutazioni dei trend demografici e distribuzionali e dei fattori che li condizionano. |

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Lo sapevate che … … i pipistrelli nonostante le loro ridottissime capacità visive si orientano benissimo nel volo? |
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Il sistema di orientamento dei pipistrelli è più efficiente del sonar usato nei sommergibili. |


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Chiro hotel: caratteristiche e installazione |
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Chiro hotel è un alloggio per ospitare colonie di pipistrelli, costruito interamente in legno, adatto come rifugio per proteggere questi animali dai predatori e come sito di riposo per le ore diurne. È opportuno scegliere con cura il sito più adatto per il posizionamento: deve essere installato ad almeno 4 metri dal suolo; è preferibile posizionarlo a parete su un muro, riparato dalle intemperie e dai raggi diretti del sole; è anche possibile installarlo su un palo o su un albero, ma facendo attenzione a non impedire ai pipistrelli un facile ingresso/uscita in volo; non devono esserci luci artificiali che si accendono durante le ore serali troppo vicine al punto di installazione; non deve mai essere posizionato su superfici metalliche; la cosa più importante è non indurre forzatamente i pipistrelli a colonizzare il Chiro hotel con offerte di cibo o in qualsiasi altro modo in quanto potrebbe sortire l’effetto contrario, devono essere loro a visitarlo spontaneamente. Quando i pipistrelli hanno colonizzato il Chiro hotel è indispensabile non maneggiarlo, né spostarlo o pulirlo, un qualsiasi fattore di disturbo indotto potrebbe far si che la colonia ospite cambi territorio o potrebbe inibire una nuova colonizzazione. |
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Chiro hotel: Il metodo più efficace ed eco-compatibile per ridurre la popolazione di zanzare nei dintorni di casa vostra |
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Il Gruppo INDACO è lieto di presentare una nuova frontiera nella disinfestazione contro le zanzare utilizzando il sistema più ecologico ed efficace, cioè i nemici naturali delle zanzare per eccellenza: I PIPISTRELLI. |
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La consapevolezza che gli insetticidi chimici possono causare danni diretti e indiretti all’ambiente e agli organismi utili, ci ha portato a considerare la necessità di utilizzare sistemi di lotta biologica che sono già largamente diffusi in altri ambiti, come ad esempio quello agricolo. Le zanzare sono tra i parassiti sui quali più sovente siamo chiamati a intervenire e spesso, se non vengono rispettate le idonee norme per la prevenzione e se non viene eseguita una corretta lotta larvicida, ci si trova ad affrontare situazioni poco favorevoli e soprattutto a ottenere scarsi risultati, dovendo eseguire trattamenti ripetuti e ravvicinati nel tempo con conseguente dispendio di risorse per noi operatori del settore ed elevati costi per il cliente. In alcuni paesi degli Stati Uniti, dove le zanzare costituiscono un vero e proprio rischio di trasmissione di pericolose malattie (Virus del Nilo, febbre gialla, Chikungunya, ecc.), sono stati letteralmente sostituiti i tradizionali sistemi chimici di lotta alla zanzara, con l’impiego delle bat-houses (il nostro Chiro hotel) installate in tutte le abitazioni dei cittadini, favorendo la conservazione dei pipistrelli che sono riusciti in modo sorprendente a tenere sotto controllo le zanzare. |
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Aprile 2010 |
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Sistemi e prodotti ecologici per la lotta alle zanzare |
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Batteri: il Bacillus thuringiensis è un batterio che attacca le larve di zanzara, liberando delle tossine (innocue l’uomo) che danneggiano il loro tratto digerente, causando una malattia paralitica. Viene utilizzato nei servizi di disinfestazione ecologica come larvicida applicandolo direttamente nei ristagni idrici, dove sono presenti larve di zanzara. Pesci: la gambusia (Gambusia affinis) è un piccolo pesce d'acqua dolce, che ha la propensione a cibarsi delle larve di zanzara. Sono molto resistenti, sopravvivono anche in acque con bassa presenza d'ossigeno, saline e a temperatura elevata. Può essere utilizzato come bioregolatore nella lotta biologica contro le zanzare, viene introdotto nelle fontane, laghetti artificiali, stagni, ecc. Pipistrelli: i pipistrelli sono degli efficacissimi alleati nella lotta contro le zanzare che costituiscono una porzione significativa della loro dieta. Per ridurre la popolazione di zanzare nelle aree esterne, si installa un CHIRO HOTEL, cioè un alloggio realizzato in legno, utilizzato per tutelare e ripopolare i pipistrelli, può essere installato su pali, alberi o direttamente sull’edificio. Trappole a luce UV: sono realizzate con un design tale da essere applicate in qualsiasi ambiente confinato, la luce UV attira le zanzare (e non solo) che rimangono invischiate nel pannello collante all’interno della trappola. Il sistema è certificato come ecologico e consentito in ambienti HACCP. |






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Zanzara tigre: un disagio e un rischio per la salute |
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Aedes Albopictus, più nota come zanzara tigre, è un insetto di colore nero con caratteristiche striature bianche sul corpo. È molto aggressiva verso l’uomo, attiva durante il giorno, soprattutto nelle ore fresche del mattino e del tardo pomeriggio. È originaria del sud-est asiatico, ma nel giro di vent’anni ha colonizzato la gran parte del territorio italiano. Quando la zanzara tigre si insedia in un territorio, non è molto percepita dalle persone, in quanto si distribuisce intorno ai focolai di sviluppo in aree ben delimitate. Successivamente, nell’arco di qualche mese, la zanzara inizia una diffusione attiva o passiva sull’intero territorio urbano, favorita dagli innumerevoli contenitori (sottovasi, tombini, annaffiatoi, secchi, ecc.) con un ristagno idrico. Questo perché il ciclo vitale delle zanzare si svolge nelle prime fasi (uovo-larva-pupa) in acqua. |
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Video sulle buone pratiche di prevenzione da eseguire per combattere la diffusione delle zanzare. |


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Multe per chi non combatte le zanzare L’ordinanza del Comune di Milano contro le zanzare dello scorso 24 aprile, prevede da 150 a 500 euro di multa per chi non segue le regole: da quelle a carico dei condomini e proprietari di edifici, che devono ad esempio effettuate trattamenti invernali di disinfestazione ogni venti giorni in cantine, solai o vasche e impegna, trattamenti periodici sulle aree verdi e con i larvicidi da aprile a ottobre nei tombini, e tutti i cittadini a svuotare giornalmente ogni contenitore di uso comune con presenza d’acqua. Tutti i condomini dovrebbero inviare al Comune una lettera di avvenuta disinfestazione, chi non la dichiara riceve la sanzione. I cittadini sono avvertiti. Prima che la nuova regola entri in vigore, quelle del Comune valgono come raccomandazione. E l’assessore chiederà di distribuire nelle buche delle lettere di tutti i condomini i volantini con le regole per evitare l’invasione. Dopo i trattamenti invernali di prevenzione sulle larve, Palazzo Marino fa partire la campagna di disinfestazione sulle aree comunali (dai tombini ai viali alberati alle aiuole), e ha già riappaltato il contratto per avere a disposizione elicotteri ultraleggeri che spargano i prodotti sulle risaie ai confini della città.
Le ordinanze contro le zanzare sono specifiche per ogni comune, ma spesso sono simili tra loro. |

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Lo sapevate che … … anche le zanzare hanno i loro “piatti” preferiti? |
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Alcune persone sono più soggette di altre alle punture di questi fastidiosi insetti. In realtà "solo una persona su dieci è particolarmente appetitosa per le zanzare" afferma il professor Jerry Butler, dell’Università della Florida. L’85% del fastidioso magnetismo nei confronti di questi insetti è di origine genetica: alcuni elementi chimici prodotti dal nostro corpo sono infatti una vera ghiottoneria per le zanzare. Per esempio gli steroidi e il colesterolo: chi ha una pelle molto ricca di queste sostanze (che non hanno alcuna correlazione con la concentrazione di colesterolo nel sangue) è molto più esposto alle punture. E poi c’è l’anidride carbonica, capace di attirare le zanzare da grandi distanze: le persone grosse e pesanti, le donne incinte e chi pratica attività sportiva, producono tramite la respirazione grandi quantità di CO2 e in questo modo segnalano in modo evidente la propria presenza ai noiosi insetti. Infine ci sono gli acidi, come l’acido urico e l’acido lattico (quest’ultimo prodotto dai muscoli durante uno sforzo), che sono in grado di stimolare l’appetito di una zanzara anche da 50 metri di distanza. |
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Maggio 2010 |
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La disinfestazione contro le blatte disposta dalle amministrazioni comunali su proposta della ASL
Quando viene accertata una infestazione da blatte in una struttura operante nel settore alimentare, l’Azienda Sanitaria deve valutare se il rischio sanitario sia tale da indurre a proporre all’Amministrazione Comunale l’adozione di un provvedimento d’urgenza che disponga, a tutela della salute pubblica, l’immediata chiusura della struttura infestata, subordinandone la riapertura all’esecuzione di una disinfestazione nel rispetto di specifiche modalità operative da documentare. Queste modalità devono essere proposte dall’Azienda Sanitaria per costituire il dispositivo del provvedimento comunale di chiusura in un allegato nel quale la parte interessata dovrà trovare le istruzioni da seguire per chiedere la riapertura della struttura chiusa con il provvedimento medesimo. La documentazione tecnica da allegare alla domanda di riapertura di una struttura sottoposta a provvedimento di chiusura temporanea per infestazione da blatte è la seguente: programma di disinfestazione contro le blatte approntato da un’impresa operante nella disinfestazione e indirizzato alla ditta conduttrice dell’esercizio, la quale, acquisendo il programma, ne sottoscrive gli impegni di competenza in esso eventualmente previsti; relazione finale di eseguita disinfestazione contro le blatte, redatta secondo lo schema-guida approntato dall’Azienda Sanitaria Locale. |

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Lo sapevate che … … gli scarafaggi fanno scelte di gruppo e prendono ordini da robot? |
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Un gruppo di ricercatori della Vrije Universiteit Brussel ha recentemente creato una nuova generazione di robot in grado di interagire con gli scarafaggi. Il gruppo di ricerca ha ricreato un particolare ambiente con un paio di tane molto particolari dotate di un doppio intercapedine, in cui gli insetti si potessero nascondere molto rapidamente se esposti alla luce, elemento che rifuggono istintivamente. Inseriti in questo particolare ambiente, gli scarafaggi hanno vagato senza una meta precisa per un po’ di tempo, per poi ritrovarsi tutti sotto la medesima tana. Quando un certo numero di scarafaggi costituisce una massa critica riunita in un medesimo luogo, accade che gli altri esemplari seguano la massa unendosi al gruppo. Partendo da questo presupposto, sono stati costruiti alcuni scara-bot, piccoli insetti robotizzati, in grado di condizionare il comportamento degli scarafaggi. Debitamente cosparsi con una particolare sostanza odorosa, gli scara-bot sono stati facilmente riconosciuti e accettati dalla comunità di scarafaggi. Programmati con un semplice software in grado di far preferire ai robot l’oscurità e i luoghi affollati, gli scarafaggi artificiali si sono perfettamente integrati senza destare alcun sospetto tra i loro simili naturali. I ricercatori hanno poi modificato il software degli scara-bot, insegnando loro a prediligere ambienti meno oscuri, quindi meno tollerati dagli scarafaggi. Gli scara-bot si sono poi rifugiati nella tana maggiormente luminosa e per questo meno gradita agli scarafaggi. Nonostante ciò, gli insetti hanno imitato il comportamento dei robot rifugiandosi nella loro stessa tana. Questo considerevole risultato dimostra in maniera diretta quanto un ristretto gruppo di insetti sia in grado di prendere una decisione collettiva, successivamente condivisa dall’intera comunità. |